Castelnuovo dei Sabbioni

Castelnuovo dei Sabbioni

Castelnuovo dei Sabbioni

Una terra densa di storia e di memoria che non poteva andare perduta, una terra che nel 1944 fu teatro del terribile eccidio perpetrato dai tedeschi all’inerme popolazione civile; la stessa terra nella quale vissero quasi mille persone negli anni in cui la miniera era in piena attività e la lignite dava soldi e lavoro ma allo stesso tempo rodeva la terra sotto i piedi, sbranava colline, sbancava le valli e si portava via paesi interi.

E proprio questo fu il destino che toccò a Castelnuovo, quando una frana, causata da più di vent’anni di escavazione della lignite a cielo aperto, si è portata via tre quarti del paese e tutti gli abitanti sono stati costretti ad allontanarsi e a stabilirsi nel nuovo paese ricostruito più in alto.

Col tempo poi la lignite è finita, la miniera si è naturalmente spenta e Castelnuovo è rimasto un paese fantasma ormai inaccessibile per motivi di sicurezza e il paesaggio che lo circonda una ferita ancora aperta.

La memoria delle vicende storiche è ancora vivissima e la percepiamo nel centro di documentazione e nel murale di Venturino Venturi.